Al via a Ecomondo a Rimini la quinta edizione degli Stati Generali della Green Economy

Prendono il via gli Stati Generali della Green Economy, una due giorni strategica per mettere a fuoco le politiche e le misure per sostenere lo sviluppo delle imprese della green economy e per valutare le performance della green economy italiana in Europa e nel mondo. Proprio la green economy italiana è infatti protagonista dell’edizione 2016, con la presentazione della Relazione sullo stato della green economy, che ha come titolo “L’Italia in Europa e nel mondo”.  L’evento green, giunto alla sua quinta edizione, è organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese verdi, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e si svolge, come ogni anno, a Rimini nell’ambito di Ecomondo. Questo “summit” dell’economia verde italiana, che sarà aperto dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, svilupperà un confronto con  esponenti dei diversi livelli istituzionali nazionali ed internazionali.

La green economy italiana, come emerge dalla Relazione, esprime, eccellenze a livello europeo che, se adeguatamente promosse ed estese, potrebbero trascinare investimenti e nuova occupazione. Analizzando otto tematiche strategiche (emissioni di gas serra, rinnovabili, efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, eco-innovazione, agroalimentare di qualità ecologica, capitale naturale e mobilità sostenibile) con 16 indicatori chiave e mettendo a confronto l’Italia con le altre quattro principali economie europee (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), emerge che la green economy italiana – anche se non priva di debolezze – nel complesso si colloca ad un sorprendente 1° posto, evidenziando, così, rilevanti possibilità di sviluppo. In un “medagliere” virtuale fra le cinque principali economie europee conquista ben 4 primi posti (nella quota di rinnovabili, nel riciclo dei rifiuti speciali, nelle emissioni pro-capite nei trasporti e nei prodotti agroalimentari di qualità certificata), 3 secondi posti (efficienza energetica, nella produttività delle risorse e nell’agricoltura biologica). 5 terzi posti, in una posizione intermedia della classifica (nella riduzione dei gas serra dal 1990, nel riciclo dei rifiuti urbani, nell’ecoinnovazione, nella estensione dei siti naturali tutelati, nel rapporto tra ferrovia e strada nel traffico merci terrestre); 3 quarti posti (nel miglioramento dell’efficienza energetica negli ultimi dieci anni, nella crescita delle rinnovabili negli ultimi tre anni e nel consumo di suolo); un solo quinto posto, nella crescita dei gas serra nel 2015, un dato che desta preoccupazioni per il futuro e richiede misure di correzione, anche in vista dei maggiori impegni previsti dall’attuazione dell’Accordo di Parigi.

La seconda parte della Relazione pone l’accento sulla percezione della green economy italiana a livello internazionale, analizzata con una valutazione comparata tra 80 Paesi nel mondo, realizzato dal centro di ricerca “Dual Citizen” di Washington DC. Il risultato complessivo della media ponderata delle diverse dimensioni analizzate porta a una discreta performance della green economy italiana, al 15° posto fra gli 80 Paesi analizzati. Ma il dato estremamente negativo rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei è il basso livello della percezione della green economy italiana a livello internazionale, che ci vede precipitare complessivamente al 29° posto (addirittura al 68° per leadership e cambiamento climatico, contro una performance che colloca l’Italia al 32° posto della classifica mondiale). Come a dire che il potenziale green del Paese è buono, ma la sua valorizzazione molto scarsa. L’Italia è l’unico grande Paese europeo che ha una percezione di gran lunga peggiore delle sue performance (al contrario delle Germania che ha invece una percezione green superiore alle sue performance, come ad esempio nella leadership e cambiamento climatico dove è 36° per performance e 1° nella percezione). L’intervento di Jeremy Tamini – Presentazione

“Le eccellenze italiane nel campo della green economy – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile restano più forti delle difficoltà che pure non mancano: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è una via percorribile di rilancio economico che in Italia non ha uguali. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della green economy”. L’intervento di Edo Ronchi – Presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2016

La relazione completa

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La green economy italiana nel mondo: la performance, la percezione, i settori strategici e le prospettive di sviluppo nel breve e lungo termine. 8 e 9 novembre 2016. 2 giorni di sessioni plenarie e parallele. Più di 70 relatori, di cui 15 di importanti organizzazioni internazionali. 2700 iscritti.

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Ecco tutte le informazioni per partecipare…anche a distanza:
  • Durante le sessioni plenarie della mattina dell’8 e 9, il live tweeting dall’account ufficiale https://twitter.com/statigreen

  • l’hashtag #statigreen16 per partecipare e porre domande ai relatori;


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La green economy italiana in Europa e nel mondo: un’anteprima sugli Stati Generali 2016

La green economy potrebbe essere un driver fondamentale per una ripresa solida dello sviluppo in Italia. La green economy italiana esprime, infatti, eccellenze a livello europeo che, se adeguatamente promosse ed estese, potrebbero trascinare investimenti e nuova occupazione.

Analizzando 8 tematiche strategiche (emissioni di gas serra, rinnovabili, efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, eco-innovazione, agroalimentare di qualità ecologica, capitale naturale e mobilità sostenibile) con 16 indicatori chiave e mettendo a confronto l’Italia con le altre 4 principali economie europee (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), emerge che la green economy italiana – anche se non priva di debolezze – nel complesso si colloca ad un sorprendente 1° posto.

Questa l’analisi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, basata su dati validati a livello europeo, contenuta nella prima parte della Relazione sullo stato della green economy 2016 – L’Italia in Europa e nel mondo che aprirà gli Stati Generali della Green Economy 2016. La green economy italiana conquista in questa classifica fra le cinque principali economie europee ben 4 primi posti (nella quota di rinnovabili, nel riciclo dei rifiuti speciali, nelle emissioni pro-capite nei trasporti e nei prodotti agroalimentari di qualità certificata) e ben 3 secondi posti (efficienza energetica, nella produttività delle risorse e nell’agricoltura biologica). Nonostante alcuni punti deboli (l’aumento delle emissioni di gas serra nell’ultimo anno, la bassa crescita delle rinnovabili negli ultimi tre anni e nell’elevato consumo di suolo) complessivamente la green economy italiana realizza la migliore performance complessiva fra le 5 principali economie europee, evidenziando così rilevanti possibilità di sviluppo.

“L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la spinta all’economia circolare in Italia e in Europa – afferma il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Gallettirendono l’ambiente ancor più trasversale e irrinunciabile nelle politiche di sviluppo. La strategia Industria 4.0 sarà il perno di una nuova politica ambientale, in cui saranno fortemente valorizzate le idee innovative nel settore del riciclo, l’ecodesign, i sistemi per il risparmio energetico, le tecnologie a servizio della tutela naturale. L’Italia ha grandi eccellenze, probabilmente tra le migliori in Europa e al mondo: nelle università, nei centri di ricerca, nelle imprese che da tempo hanno scelto la strada dell’ambiente. Sarà la nostra offerta green ad ogni livello a determinare la crescita dell’Italia in senso sostenibile”.

La seconda parte della Relazione di apertura degli Stati generali 2016 pone l’accento su un altro tema centrale: la percezione della green economy italiana a livello internazionale, analizzata con una valutazione comparata tra 80 Paesi nel mondo, realizzato dal centro di ricerca “Dual Citizen” di Washington DC. In questa graduatoria basata sulla percezione internazionale, l’Italia crolla al 29° posto su 80: è l’unico grande Paese europeo che ha una percezione di gran lunga peggiore delle sue performance (al contrario delle Germania che ha invece una percezione green superiore alle sue performance).

“Le eccellenze italiane nel campo della green economy – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – restano più forti delle difficoltà che pure non mancano: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è una via percorribile di rilancio economico che in Italia non ha uguali. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della green economy in Italia. Perché abbiamo invece una così scarsa reputazione green all’estero? Perché noi stessi comunichiamo poco e male, con scarsa convinzione, le tante cose buone che si fanno in Italia e comunichiamo invece con grande enfasi quelle negative che purtroppo non mancano e che dovremmo impegnarci di più a eliminare”.

Le grandi potenzialità della green economy italiana e la sua bassa percezione internazionale sono i temi posti al centro della 5° edizione degli Stati Generali della Green Economy che si volgeranno a Rimini l’8 e il 9 novembre prossimi nell’ambito di Ecomondo, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

“Ecomondo festeggia il suo ventennale – ha dichiarato Patrizia Cecchi, Direttore Fiere Italia di Rimini Fierae dall’8 all’11 novembre dedica alla Circolar Economy una edizione a tutto quartiere. In particolare segnalo la mostra ExNovoMaterials in The Circular Economy, che col patrocinio della Commissione Europea rappresenterà la svolta in corso, quella che sta cambiando il modo di utilizzare la materia nel mondo industriale. La mostra diverrà itinerante, ambasciatrice delle eccellenze della circular economy. Attendiamo oltre 100.000 visitatori e una quota in forte crescita di operatori internazionali, frutto anche del road show di 32 tappe svolto in questi in tutto il mondo. A loro proporremo una piattaforma della green technology ormai ai primissimi posti in Europa e orientata da due driver: economia circolare e climate change”.

Stati generali green economy 2016: aperte le iscrizioni

Aperte le iscrizioni agli Stati Generali della Green Economy 2016 che quest’anno avranno un respiro internazionale. Il focus dell edizione 2016, che si svolgerà a Rimini Fiera l’ 8 e il 9 novembre prossimo in occasione di Ecomondo,  sarà infatti la green economy italiana in Europa e nel Mondo.

Gli Stati Generali vedranno quest’anno la presenza di oltre 70 relatori italiani ed internazionali che si alterneranno nelle due sessioni plenarie e nelle cinque sessioni tematiche. Gli Stati generali della Green Economy sono organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazioneil Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

La giornata di apertura degli Stati Generali della Green economy, giunti alla quinta edizione, avrà al centro la presentazione della “Relazione sullo stato della green economy 2016, l’Italia in Europa e nel mondo”, da parte del Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi. La Relazione, propone una riflessione internazionale ed europea sulla green economy. La prima parte è dedicata all’Europa con una valutazione comparata fra le performance della green economy italiana, la media europea e quella di altre 4 economie del vecchio continente.

La seconda parte della Relazione contiene un approfondimento internazionale relativo alla green economy italiana, realizzato dal centro di ricerca “Dual Citizen” di Washington DC che ha indagato e comparato la green economy di ben 80 Paesi.

Gli argomenti che saranno affrontati nelle cinque sessioni tematiche, l’8 novembre, riguardano le proposte per una nuova strategia energetica nazionale al 2030 dopo la Conferenza sul Clima di Parigi; il pacchetto di direttive sull’ economia circolare; il made green in Italy nell’agroalimentare; l’Agenda 2030 ed il reporting non finanziario delle imprese; i green bond e altri strumenti finanziari per una green economy.

La seconda giornata dell’appuntamento green avrà come tema “Le città, driver della green economy”.

 

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